È quasi ufficialmente arrivata l’estate! Finalmente fa caldo e abbonda la frutta di stagione: le pesche (ricordatevi che quelle bianche sono più diuretiche), le ciliegie (conservate i noccioli per fare i cuscini riscaldabili da usare in inverno e i peduncoli per le tisane diuretiche), i meloni (i preferiti della Loggia Terra, anche loro estremamente diuretici) e i frutti di bosco come lamponi e mirtilli (la frutta antiossidante per eccellenza), ma anche more (anche loro ricche di vitamine e antiossidanti) e gelsi che ci riportano sempre a sapori antichi.
L’estate è anche sinonimo di gelati, granite e tutti quegli alimenti dolci che si lasciano assaporare durante le calde passeggiate sia di giorno che in serata, soprattutto durante le vacanze tra località marine o montane. Insomma, è il momento dei gelati!
Spesso ci avviciniamo ai rinfrescanti dolcie estivi e ai gelati con un senso di colpa che, non solo nmon ce li fa gustare appieno, ma ci fanno anche decidere per quei gusti che pensiamo essere più leggeri. In questo modo ci sentiamo meno colpevoli, ma non pienamente soddisfatti. E quel momento in cui dovremmo assaporare il gelato con tutti i nostri sensi (gusto, olfatto, tatto) passa quasi in secondo piano, perché siamo molto più occupati a pensare al nostro senso di colpa.
Perché ci sentiamo in colpa

Il senso di colpa nei confronti del cibo è un meccanismo inconscio che ci portiamo dietro da almeno 60 anni, ovvero da quando l’alimentazione è diventata prevalentemente industriale e ha iniziato a mostrare i suoi lati negativi tra cui l’aumento di peso, il gonfiore, le intolleranze e le più svariate problematiche del sistema gastro-intestinale. Ma per quanto riguarda il gelato? Essendo un dolce, appartiene a quegli alimenti che ci forniscono un senso di nutrimento fisico ed emotivo molto elevato. Allo stesso tempo sappiamo anche che i dolci potrebbero rallentare il metabolismo per cui, quando li mangiamo, non riusciamo a farlo serenamente.
Ma quindi come gustarci un gelato o un dolce estivo senza sensi di colpa?
Per prima cosa è sempre importante contestualizzarlo, ad esempio chiedendooci:
Cosa abbiamo mangiato prima?
Lo stiamo assumendo al termine di un pasto estremamente abbondante oppure no?
Dopo averlo mangiato, come ci sentiamo fisicamente? Siamo appesantiti oppure no?
Quando abbiamo mangiato l’ultimo dolce?
Dopo aver risposto onestamente a queste domande, dobbiamo ricordarci che è anche un alimento molto nutriente, per cui deve assolutamente essere fatto bene. In primis abolite i gelati industriali, TUTTI, e scegliete SOLO quelli artigianali. Ma da qui nascono altri problemi, come la scelta del posto dove comprarlo. Ecco un piccolo Vademecum
Le caratteristiche del miglior gelato artigianale!

Quando entrate in una gelateria, guardate come sono conservati i gelati: il modo migliore per conservare il gelato è a -18°C, per cui preferite sempre quelle gelaterie che lo conservano nei pozzetti invece che nelle vetrine. inoltre la vetrina dovrebbe essere sempre chiusa e il gelato non dovrebbe uscire dalla vaschetta.
Per fare una classifica delle gelaterie dove prendere un gelato, assaporo sempre il cioccolato extra fondente; magari la prima volta lo prendo da solo e cerco di capire se è realmente buono oppure no, se è cremoso ma con quella granellina tipica del cacao, se si percepisce il suo sapore amaro oppure solo il dolce degli zuccheri e del latte in eccesso. Se riesco, cerco di sentirne l’odore; infine scelgo la coppetta in modo da non alterare il sapore con la dolcezza del cono.
Se durante l’assaggio mi viene voglia di sedermi al sole, perdermi nel sapore che dovrebbe cambiare man mano che il gusto rimane in bocca, allora accolgo la gelateria tra le mie preferite e quando ne ho voglia vado lì. E, soprattutto, quando decido di mangiare il gelato, lo faccio senza sensi di colpa!
Liberarsi dal senso di colpa
Per godermi appieno il gelato, ma il discorso si estende anche agli altri dolci estivi, scelgo quindi per prIma cosa il produttore; un’altra strategia è quella di mangiare meno nel pasto precedente oppure di utilizzare il gelato come pranzo (evitandolo dopo cena). Scelgo quei gusti che mi coccolano e che mi fanno sorridere mentre li mangio e, soprattutto, cerco una panchina in modo da prendermi il tempo per assaporarlo con calma, magari a metà tra sole e ombra. Mi piace lasciare che i gusti si mischino nella coppetta e, se nessuno mi vede, leccare la coppetta con quello che rimane dentro. Mi concedo un dolce quando so che ho il tempo per assaporarlo, quando decido consapevolmente di mangiarlo e di lasciare che i ricordi di quando ero piccola con mio nonno tornino accanto a me su quella panchina. Quando scelgo di mangiare un gelato, me lo gusto fino in fondo. Questo è un po’ il principio con cui si dovrebbero gestire tutti quei momenti in cui ci concediamo un cibo che sappiamo non esssere proprio “il top” per noi. E per quanto riguarda i gusti… ovviamente cioccolato, nocciola (che alterno con crema, pistacchio o frutta) e panna!!!!
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