Cortisolo, ovvero l’ormone dello stress. Forse.

Ultimamente si parla molto di cortisolo e della sua relazione con il nostro benessere psicofisico che, soprattutto ora che ci apprestiamo a riprendere le attività ordinarie a pieno ritmo, rischia di andare un po’ “fuori dai binari”.

Il cortisolo è un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali, che sono localizzate sopra i reni. La sua sintesi parte dal colesterolo: per questo lunghi periodi di stress possono influire sul quantitativo di colesterolo che circola nel sangue. Ma la domanda è: perché abbiamo un ormone dello stress?

Cosa intendiamo con “stress”?

La parola stress è spesso un grande contenitore che racchiude tutto e nulla: stiamo infatti parlando sia di una situazione fisiologica che patologica. Nel primo caso lo stress ci permette di essere attivi, più concentrati e di avere a disposizione un corpo in grado di rispondere agli stimoli esterni, qualsiasi essi siano. Nel secondo caso, invece, diventiamo iperattivi, non riusciamo a riposare di notte, ci sentiamo sempre stanchi e per rimanere attivi e concentrati abbiamo sempre bisogno di qualcosa che ci mantenga svegli.

Ma quindi a cosa ci serve realmente il cortisolo?

Preso da internet: “Il suo ruolo è quello di attivare il metabolismo energetico, stimolando la produzione di glucosio e la mobilizzazione di grassi e proteine, aiuta nel controllo della pressione arteriosa, nella risposta immunitaria e modulazione dei processi infiammatori e aiuta le funzioni cognitive e di memoria”.

Leggendo questa spiegazione sembrerebbe un super-ormone che ci aiuta anche a perdere peso (attiva il metabolismo energetico) e a rimanere disinfiammati e concentrati. Ma, riprendendo il discorso inziale, dipende sempre se lo produciamo in un giusto quantitativo o se siamo costretti a produrne di più.

Fisiologicamente il cortisolo ci serve per svegliarci: la sua produzione dovrebbe iniziare intorno alle 3 di notte (attimo prima, attimo dopo) e raggiungere il suo picco massimo intorno alle 8 del mattino (disegna quasi una curva gaussiana), per cui il primo organo che richiede il cortisolo per attivarsi è il polmone, mnetre quello che ne necessità il quantitativo maggiore è lo stomaco. La produzione di cortisolo va poi a influire man mano anche su tutti gli altri organi fino alle ore 18 (attimo più, attimo meno), quando questa produzione inizia a rallentare per permettere il corretto riposo notturno.

M già qui iniziano le prime domande: “E se alle 18 la nostra giornata è ancora nel pieno della sua attività, cosa succede?”. Semplice, il nostro corpo continua a produrlo, perché ci serve per mantenere attivo il nostro metabolismo; se quindi la sua curva di produzione non rallenta ma rimane alta, ecco che rimangono attivi tutti nostri organi, nel bene e nel male. Se, una volta ogni tanto, capita che la produzione resti attiva, non succede ovviamente nulla, ma se succede regolarmente, non abbiamo mai un momento in cui ci spegniamo a livello biochimico, rimanendo sempre “accesi”. Questo comporta una conseguenza su tutte: non ci ripariamo più.

Il calo del cortisolo, infatti, serve anche a far partire tutti i processi di riparazione del corpo e di ristrutturazione di tutto ciò che abbiamo consumato durante la giornata; quando il cortisolo resta in circolo, il metabolismo cellulare è sempre spinto verso un’attivazione e mai verso una fase di recupero. Possiamo quindi dire addio alle notti ristoratrici, arrivando inoltre a prendere troppi caffè nell’arco della giornata, invece di berne uno o al massimo due. Quando il cortisolo mantiene una curva troppo alta, la mattina ci svegliamo come se non avessimo dormito, stanchi, senza energia.

Piccoli gesti per controllare la produzione di cortisolo

Ci sono diversi fattori per ristabilire una curva sballata di produzione del nostro cortisolo, abitudini che possiamo cambiare, anche se dobbiamo sempre ricordarci che il puzzle che compone il quadro generale è molto più ampio.

Una di queste abitudini è, ad esempio, quella di anticipare la cena alle 18; possiamo magari inziare il sabato o la domenica, in un giorno in cui è facile rompere gli schemi settimanali, facendo una cena leggera, magari mangiando solo delle verdure, meglio cotte ( come verdure crude vanno bene carote, cetrioli o sedano), condite con olio, limone, semi e frutta secca, volendo con l’aggiunta di un avocado. L’ideale sarebbe andare a dormire per le 22.30, magari evitando di guardare tv o cellulari prima di coricarsi: la loro luce mantiene attivo il metabolismo cellulare, andando a interferire con la curva del cortisolo. Anche se adesso ci sono molte nuove impostazioni per non stancare gli occhi, l’effetto della luce emessa su di noi non cambia molto. Un’altra buona abiutdine che possiamo adottare è quella di masticare lentamente: in teoria bisognerebbe masticare ogni boccone almeno trenta volte prima di ingerirlo, prendendosi il tempo per assaporare ciò che consumiamo, affinché anche un pasto che ci sembra frugale possa essere sostanzioso e saziante.

Quello del cortisolo è un argomento veramente molto ampio: contattami se ti piacerebbe approfondire i diversi aspetti su cui agisce questo importante ormone.

Ovviamente ci sono tantissimi altri fattori ma da qualche parte si deve pur cominciare, per cui buon lavoro sulla vostra gaussiana cortisonemica (chissà se di può dire??)

Risposta

  1. Avatar cinzia Flavoni

    GRAZIE SEMPRE MOLTO INTERESSANTE

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