
Nella Medicina Cinese il termine depressione è descritto dalla stasi del Qi di Fegato, cioè un blocco dell’energia del Fegato, nello specifico una mancanza di movimento dello Hun che è la capacità di confrontarci con il nostro curriculum, di portarlo a termine e lasciare andare tutto ciò che ha rappresentato per noi, in modo da poter evolvere come esseri umani e non lasciare del lavoro incompiuto che porterebbe ad ulteriori incarnazioni.
Quando lo Hun è bloccato si blocca anche il movimento del nostro Shen, del nostro spirito, della nostra capacità di avere sogni, idee e progetti, si blocca la nostra voglia di muoverci, sia nel tempo che nello spazio, da qui il peggioramento della stasi che oltre al Fegato coinvolgerà poi Milza, Reni, Cuore e Polmone che non farà altro che continuare a mantenere questa stasi. Da qui la stanchezza, la pigrizia, l’incapacità di vedere realmente come sta procedendo la nostra vita, la percezione che ci sia impossibile muoverci nel mondo, sia perché lo vediamo come non necessario, sia perché diventa molto faticoso anche il solo pensarci. Dall’immobilità la depressione non fa altro che peggiorare, l’atto di muoverci diventa faticosissimo, sia perché meno lo facciamo e meno lo faremmo, sia perché si ingigantiscono tutti i dolori, i fastidi, le rigidità e quant’altro l’immobilità ci porta, anche se noi attribuiamo questo peggioramento al movimento stesso. Il nostro corpo si chiude, si indurisce, fa male appena viene mosso e tutto non fa altro che portarci a stare sempre più fermi, chiusi, doloranti.
Un quadro veramente inquietante, soprattutto perché sembra che non ci sia possibilità di uscita, invece c’è. Nel nostro profondo sappiamo che abbiamo tutte le risorse per affrontare qualsiasi problema la vita ci mette davanti, ma se pensiamo così e cerchiamo di agire così siamo considerati stolti, degli inutili sognatori, dei falliti ottimisti. Ma va bene così, non importa cosa pensano di noi gli altri, è importante cosa noi pensiamo di noi stessi e come noi vogliamo e decidiamo di vivere la vita, quella nostra, quella solo nostra che nessuno potrà mai capire, giudicare o quant’altro.
Tutto ciò per dire che il giorno 5 agosto 2023, al terzo tiro della via Ulag sulla Rocca Castello (CN), ho sentito un’aria freddissima entrarmi nei polmoni e arrivare in pochissimo tempo in tutto il corpo, cosa che non sentivo da diverso tempo, nonostante non abbia mai smesso di arrampicare. Il giorno dopo, perché quel giorno ero veramente stanchissima, ho capito di aver passato un periodo di lieve depressione, ho capito che l’aria che entrava nei polmoni non la facevo circolare, non la facevo muovere, ho capito che avevo passato diverso tempo troppo lontana da me. Fortunatamente in questo periodo non ho mai smesso di correre, fare yoga e Qi Gong, studiare Medicina Cinese con il mio maestro, arrampicare, sciare e via dicendo ma solo in quella fatica enorme di quel tiro ho capito che stavo tornando me. Quella fatica allucinante che mi ha gonfiato le braccia e mi ha fatto pungere tutte le dita, accompagnata dalla paura di avere i piedi a circa 300m dal suolo, appesa solo tramite delle corde e la forza del mio corpo, mi erano mancate, avevo bloccato tutto e mi ero rinchiusa in dolori, fastidi, pensieri sempre ripetitivi e difficili da gestire, insomma avevo messo me stessa in una bolla tossica senza accorgermene. Come ho già scritto per fortuna ho avuto dei grossi aiuti, primo fra tutti il confronto continuo con persone a cui la vita ha dato difficoltà più grandi delle mie e che io potevo aiutare solo se tiravo fuori il meglio di me, questo mi ha aiutato molto più di tutto il resto, anche se il cercare di muovermi sempre anche quando non ne avevo voglia, ha fatto si che questa stasi non peggiorasse.
Per cui il primo passo fondamentale è riconoscere di essere stanchi, di non aver più tanta voglia di muoversi, di fare e di progettare, che non è un male, non è un difetto è solo una stasi, un blocco che può essere mosso, modificato, cambiato. L’importante è accettare quello che capita, senza critiche, senza giudizi, senza diagnosi e nonostante tutto avere sempre la voglia di sentire l’aria fredda nei polmoni che viaggia in tutto il corpo, avere la consapevolezza che siamo qui per vivere e non per sopravvivere, capire che c’è qualcosa più grande di noi che si aspetta grandi cose da tutti noi, il resto verrà!!!!!