L’utilizzo degli oli essenziali per il nostro benessere psicofisico

Gli oli essenziali ci permettono di riconnetterci con le nostre emozioni più profonde, portandoci un immediato benessere psicofisico grazie alla loro azione sia sul piano dell’olfatto che del tatto. L’applicazione di questi oli su determinati punti del nostro corpo, utilizzati sempre insieme a un olio vettore, ci dà la possibilità di prenderci cura di noi stessi, affrontando un momento di difficoltà con una consapevolezza più profonda. Negli ultimi anni ho approfondito gli effetti della loro applicazione cutanea: facciamo qualche breve cenno storico per poi scoprire come utilizzarli

L’aromaterapia nella storia

L’utilizzo di aromi e profumi risale a tempi molto antichi: infatti, già nella tomba di
Tutankamon (1350 a.C. circa) vennero trovati vasi contenenti unguenti con aromi di incenso, nardo e grasso animale. Gli aromi e i profumi venivano prevalentemente utilizzati per la bellezza e le cerimonie religiose, ma nel X secolo d.C. il medico arabo Avicenna intuì il processo di distillazione per l’estrazione dell’essenza da alcune piante: con questa lavorazione era possibile estrarre gli odori in una forma concentrata, che ne permetteva anche una migliore conservazione.

In breve il processo distillatorio si diffuse anche al di fuori del mondo arabo, trovando seguaci in tutta Europa. Fu però solo nel 1928 che Maurice Gattefosse coniò il termine Aromaterapia.

Le proprietà degli oli essenziali


Inizialmente le proprietà degli oli essenziali che vennero maggiormente studiate e approfondite furono quelle antimicrobiche e antisettiche: infatti fu subito osservato come l’olio essenziale di limone fosse in grado di neutralizzare in pochi minuti il bacillo del tifo e lo staphylococcus aureus, così come l’olio essenziale di cannella fosse efficace contro il bacillo del tifo.

In Cina Li Shi Zhen della dinastia Ming (1368-1644) scrisse un trattato sulle erbe (Ben Cao Mu) in cui prese in considerazione l’utilizzo di alcuni oli essenziali e unguenti in applicazione su punti specifici del corpo. Negli ultimi anni il maestro Jeffrey Chong Yuen con dedizione, intuizione e profondo studio ha ripreso e spiegato l’utilizzo degli oli essenziali applicati ai punti di agopuntura per sostenere i tre livelli dell’esistenza taoista e aiutare il cammino di crescita di ogni uomo.

Io ho avuto modo di apprendere tali insegnamenti da Franco Bottalo.

L’importanza dell’olfatto su corpo e mente

L’olfatto e il tatto sono i due sensi che permettono la sopravvivenza del mondo animale; noi, esseri umani, li abbiamo “messi da parte” affidandoci maggiormente alla vista. Il nervo olfattivo collega direttamente l’ambiente esterno (naso) al sistema nervoso centrale (cervello limbico), proprio in quella zona dove hanno sede le nostre emozioni, le nostre pulsioni sessuali e di conseguenza gli equilibri ormonali. Per questo motivo molti oli essenziali hanno azione su queste due aree: l’olio essenziale di mirra ha l’azione di ridurre il desiderio sessuale, mentre quello di rosa lo stimola. Ma non si tratta solo di questo: gli odori stimolano l’ipotalamo, per cui creano un collegamento con delle memorie lontane, a volte anche collegate a vite passate. I medici di una volta determinavano lo stato di salute di una persona anche solo odorandola.

Come funziona il lavoro con gli oli essenziali?

Tutti noi ci troviamo a doverci adattare alle molteplici situazioni a cui la vita ci mette davanti nelle diverse fasi del nostro cammino. Qualunque sia la motivazione, il punto focale rimane lo stesso: “vorrei cambiare qualcosa ma non so cosa”; “è difficile farlo e non so se voglio realmente farlo”; “magari non è nemmeno necessario cambiare me stesso, ma devo aspettare che cambino gli altri”. In tutto ciò, gli oli essenziali applicati sui punti di agopuntura possono aiutarci a fare ordine, a fermarci, ad accogliere le diverse soluzioni che arrivano e poi a muoverci.


Perché non basta annusare gli oli essenziali?


Anche se l’inalazione di un olio essenziale ha un effetto immediato, il suo assorbimento per via cutanea coinvolge anche gli strati di grasso e i fluidi del corpo, e di conseguenza i sistemi sanguineo e linfatico, per poter poi essere eliminato attraverso tre vie: fegato, reni o polmoni. L’olio essenziale di rosmarino, ad esempio, viene eliminato prevalentemente tramite le urine: per questo è particolarmente indicato nelle infiammazioni del tratto urinario, ma solo se viene assorbito a livello cutaneo.


Perché vengono applicati sui punti di agopuntura?

Questa è la grande innovazione del maestro Jeffrey Chong Yuen: non si sfrutta solo la stimolazione che già fa un olio quando viene assorbito a livello cutaneo, ma lo si fa “entrare” nel corpo attraverso punti di concentrazione dell’energia che sono anche luoghi di accesso nelle profondità del corpo: i punti di agopuntura. Ogni punto ha delle sue caratteristiche in base al canale a cui fa riferimento, ma anche in base alla sua collocazione anatomica e alle sue caratteristiche specifiche, determinate dall’antico nome cinese.


Come funziona il lavoro e quanto tempo ci vuole per avere risultati?


Durante la seduta vengono individuati sia gli oli essenziali che i punti di agopuntura su cui applicarli, e si sceglie anche l’olio vettore dentro il quale gli oli stessi vengono sciolti. Personalmente collaboro con l’Erboristeria Officinalis di Cuneo che può preparare le miscele di prodotti personalizzate per ogni necessità, senza essere costretti ad acquistare i singoli oli. Dopodiché, una volta capiti dove si trovano i punti di agopuntura, è sufficiente applicare ogni giorno gli oli e concedersi un momento per prendere nuovamente contatto con il proprio corpo e con le proprie difficoltà, lasciando che gli oli essenziali, il loro odore e ricordi a loro associati ci guidino verso una nuova consapevolezza.

Quanto ci vuole? Non saprei rispondere perché il viaggio di ognuno di noi non credo abbia mai fine!

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